Investire in azioni nel 2017, ecco i migliori titoli italiani su cui puntare

Nell’ultima parte dello scorso anno e nella primissima parte di questo 2017, sui listini italiani era emerso un entusiasmo (forse esagerato) che è andato via via riducendosi, lasciando spazio a prese di beneficio di breve periodo. A pesare sono naturalmente le forti incertezze politiche ed economiche che si stanno profilando minacciose, con il crescente timore che l’avanzata populista anti-europeista (Francia e non solo) possa avere la meglio, mettendo a dura prova qualsiasi progetto comunitario. Eppure, una evidente differenza con la situazione attuale esiste: in alcuni dei principali territori del vecchio Continente, infatti, la fiducia dei consumatori e il clima fra le imprese è ai massimi da diverso tempo.

Italia, il solito grande malato

Lo scenario è certamente più cupo in Italia, che continua ad attraversare una fase di incertezza e di precarietà. Non è certo una novità che il nostro Paese sia considerato come l’anello debole tra i principali Paesi dell’Unione Europea, con un rapporto tra debito pubblico e PIL al 132%, e con i bilanci bancari appesantiti da circa 86 miliardi di euro di sofferenze. Nel 2017 e nel 2018 la crescita economica italiana è attesa salire solo intorno all’1%, ed è ancora in ballo una disputa con la Commissione Europea, la cui risoluzione potrebbe condurre a evitare l’avvio della procedura di infrazione.

Ad ogni modo, qualcosa va meglio in ottica finanziaria e societaria. Sul fronte dei risultati societari o quantomeno per quelli fino ad oggi pubblicati, infatti, è ben possibile sottolineare un andamento positivo degli utili per le società presenti sui mercati internazionali, favorite dalla crescita della domanda di beni e servizi e dal rafforzamento del dollaro. Di contro, stanno continuando a soffrire le società che sono principalmente (o esclusivamente incentrate) sul mercato domestico, dove la ripresa dei consumi fatica a decollare. A tal proposito vi segnalo una selezione di titoli azionari a forte potenziale su cui investire in quest’anno appena iniziato.

Un discorso a parte è legato al comparto bancario, sempre più alle prese con l’opera indispensabile di pulizia dei bilanci dai crediti deteriorati: una iniziativa che nel 2016 ha determinato forti perdite (si pensi a Unicredit, che è dovuta correre ai ripari con un aumento di capitale, o Montepaschi) e che nel 2017 potrebbe aprire interessanti margini di valutazione.

Chi si sta comportando bene (e chi no)

In questo scenario, a porre in essere una delle migliori prestazioni è stato STMicroelectronics, che oltre ad avere realizzato nell’ultimo trimestre dell’anno risultati migliori delle attese ha fornito una previsione incoraggiante per la crescita di breve termine. Bene anche il trend di Fiat Chrysler Automobiles, con ottimi risultati conseguiti nel 2016 e interessanti prospettive future, e – sempre nello stesso comparto (ma evidentemente diverso segmento) anche Ferrari, che oltre al record storico dei risultati raggiunti a fine 2016 sta proponendo ai propri stakeholders promesse di nuovo e più diversificato sviluppo.

Di contro, tra le prestazioni più negative spicca quella del già ricordato comparto bancario. Altrove, male l’andamento di Yoox Net-A-Porter, colpito da importanti flussi di vendita a causa dei timori di un impatto negativo sui margini derivante dalla crescente competitività delle vendite online a livello internazionale.

Investire in Azioni Italia nel 2017

Anche se il contesto non è certamente dei più incoraggianti, per tutti i trader più attenti non dovrebbero certo mancare le opportunità di rendimento sul mercato azionario tricolore. Tra i settori che potrebbero dare giuste soddisfazioni vi è certamente quello industriale, con Fincantieri che può celebrare un interessante portafoglio ordini in lavorazione, o ancora quello auto, in relazione al quale abbiamo già riportato le incoraggianti previsioni per Ferrari.

Tra i big tricolori, occhi aperti su Enel, i cui risultati preliminari nel 2016 hanno confermato la validità della strategia di diversificazione nello sviluppo tecnologico e geografico, e i cui piani per il triennio sono in grado di sostenere il business. Sempre in ambito big, visione incoraggiante in casa ENI, che nel 2017 dovrebbe beneficiare dei frutti degli ambiziosi investimenti passati, con incremento di produzione, marginalità, flussi di cassa.

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